In Haiti “Popoli in Arte” è attiva dal 2011, l’anno dopo il grande terremoto. Dopo prime sperimentazioni ha avviato due solidi partenariato.
Il primo è il PEPH, l’Associazione “Promotori di Educazione popolare in Haiti” nata da un’intensa formazione svoltasi per due anni presso la Scuola “Saint Charles Borromée” nel comune di Croix des Bouquets. Con il PEPH, distintosi
negli anni in due branche, una a Croix des Bouquets vicino Port-au-Prince e una nel sud nel Dipartimento di Nippe a Jeannette vicino Miragoane, si sono susseguiti e si susseguono formazioni che diffondono i principi e i metodi dell’educazione
popolare e si sono susseguiti e si susseguono attività di tipo professionalizzante o attività di micro-credito o supporto diretto ad un gruppo di contadini per la sussistenza alimentare (acquisto semenzi in collettivo).
Il secondo partner è FDDPA (l’Associazione “Forza dei contadini della montagna”), associazione già esistente quando si è iniziato il nostro lavoro ad Haiti che svolge attività di supporto ai contadini e ha nel Paese tre scuole primarie.
Il nostro impegno è stato nella formazione di leader comunitari per questioni legate all’igiene per cui da molti anni 27 comunità fabbricano collettivamente una volta al mese cloro per la potabilizzazione dell’acqua, si è dato l’avvio
alla costruzione di latrine secche in molte comunità, si supporta una scuola per infermieri e tecnici di laboratorio (figlia di FDDPA) e si supportano le attività estive delle scuole di FDDPA; da ultimo si è avviato il supporto alla
formazione in apicoltura per un gruppo di agricoltori delle montagne intorno a Cabaret.
Nonostante le difficoltà logistiche, la continua insicurezza a causa dello strapotere di bande armate dalla fine del 2019, da moltissimi anni i nostri partner sono sempre gli stessi con nomi e cognomi e ci sono persone che da 15 anni
si relazionano a noi molto regolarmente. In un contesto come Haiti è già una vittoria grandissima. Gli avanzamenti nella qualità di vita in un posto come Haiti sono molto limitati dopo ogni intervento, ciò che si rafforzano sono
le relazioni e il procedere come comunità, altro fatto del tutto eccezionale in un luogo dove si evidenziano le contraddizioni e le esclusioni del capitalismo internazionale a livelli estremi.
Esempi di attuazione dei principi dell’educazione popolare ad Haiti
Ad Haiti negli anni abbiamo sperimentato le forme più compiute di educazione popolare. Nel 2011 abbiamo cominciato un vasto programma di formazione presso la Scuola Saint Charles Borromée di proprietà dei Padri Scalabriniani e gestita
in quegli anni da un Ordine di suore della famiglia domenicana, loro le suore colombiane. Era normale l’uso del frustino, della “fuet” come forma di risarcimento da parte degli alunni e alunni per cattivo comportamento. Mai
si è toccato sull’assunto nelle nostre formazioni, ma dopo due anni di seminari di formazione popolare verso la fine del 2013, la Vice-Preside di allora ci ha scritto che avrebbero fatto una serie di riunioni nel mese di novembre
per una revisione generale del Regolamento disciplinare della Scuola. Con nostra grande sorpresa non solo l’uso della “fuet” era bandito, ma addirittura da allora chi avrebbe iniziato a lavorare nella scuola avrebbe prestare un giuramento
di astensione dall’uso del frustino.
Un secondo esempio molto interessante di elaborazione pratica dell’educazione popolare è venuto a fine periodo Covid. Nel dipartimento di Miragoane e in tutto il Paese ancora di più l’insicurezza è già molto cresciuta: dopo anni in
cui noi avevamo sempre e solo finanziato proposte comunitarie, ci sentivamo di dare una mano personale ai 14 educatori del PEPH in tanti anni di cammino insieme e in un tempo così difficile per loro. Il responsabile del PEPH di
Miragoane ci ha chiesto soldi per cominciare ad accompagnare un gruppo di famiglie contadine della comunità di Jeannette, rilanciando in senso comunitario il denaro che avremmo dato a lui in termini personali. Anche in questo modo,
l’idea che si cammina insieme si è fatta strada.