“Popoli in Arte” ha preso l’ispirazione proprio dalle esperienze dei fondatori dell’Associazione in contesti internazionali, sudamericani e africani in cui si sono toccati con mano i limiti della cooperazione che sposta semplice denaro
da un punto A ad un punto B del pianeta, che fa interventi in sé buoni (per esempio dare un pozzo ad un villaggio), ma che spesso risultano precari, appena il flusso di denaro dal punto A al punto B si interrompe.
La parola – chiave è “processo”, ossia l’abitudine per cui si progetta, si attua e si valuta tenendo conto del contesto, di tutte le risorse umane in campo e si prendono in considerazione tutti gli effetti del proprio intervento di
cooperazione. Ciò non permette di indicare in modo inequivocabile un obiettivo di breve e medio termine, mentre aiuta a respirare secondo tempi umani, fatti di mille imprevisti. Certamente, di volta in volta è chiaro l’obiettivo
educativo e/o di sviluppo più grande, ma non è immediatamente individualizzabile cosa fare e come fare. Da non sottovalutare, anzi da tenere in estrema considerazione la rete di relazioni umane che ogni intervento di cooperazione
internazionale mette in campo.
Di seguito, la descrizione di diversi interventi e un’idea dell’articolazione delle riflessioni che stanno dietro ad ogni intervento.