Dall’11 giugno 2015, quando la frontiera Italia – Francia a Ventimiglia è stata chiusa dal lato francese, interrompendo di fatto gli accordi di Schengen, “Popoli in Arte” ha cominciato ad “accompagnare la frontiera”, ossia seguire tutto
quello che è successo e succede: reazioni politiche internazionali, nazionali e locali rispetto al fenomeno migratorio (con tutti i provvedimenti in termini di sicurezza, igiene etc. messi in atto dalle Autorità competenti), interventi
delle grandi ong e dei principali attori locali umanitari, attivismo politico dei centri sociali italiani e internazionali e di numerosi gruppi informali attivi a Ventimiglia, le reazioni dei residenti, la copertura dei media sul fenomeno
migratorio e soprattutto le storie grandi e piccole dei migranti che attraversano la frontiera. In questa enorme quantità di dati “Popoli in Arte” ha appreso che la frontiera è una discriminante nella attuale società: diventa limite
e fonte di oppressione, diventa luogo di lotta di politica, diventa luogo di calda solidarietà, diventa luogo dove si intrecciano storie e mondi. Chi non ha interessi personali è libero di giudicare e di dire; chi ha interessi personali
(benefici economici) è condizionato nel giudizio. Il proprio credo, i propri principi etici condizionano la lettura di ciò che accada e riportano nel dibattito pubblico un’immensa quantità di pareri che, a loro volta, circolano tra
molti altri che non hanno conosciuto i migranti in transito direttamente. Noi ne abbiamo conosciuti direttamente moltissimi; con diversi siamo in contatto anche dopo anni. Il nostro accompagnamento culturale e politico si esprime concretamente
nella partecipazione ad ogni iniziativa, formale e informale, che metta al centro la visibilizzazione della questione, come questione epocale conseguenza e non causa di scelte politiche ed economiche internazionali escludenti. Nel
piccolo punto di osservazione dove si trova Ventimiglia questo ha voluto dire la partecipazione ad innumerevoli manifestazioni rispetto alla frontiera tenutasi a Ventimiglia e a Nizza nel corso degli anni, la presenza e la nostra firma
a numerosi appelli, petizioni e simili ad autorità locali per l’apertura di strutture di accoglienza dei migranti in transito, la nostra presenza due volte a settimana presso il Campo Roya (esistente dal 2016 al 2020), campo governativo,
ma pure la nostra presenza in contesti meno formali (es. 2018 anno in cui abbiamo collaborato con “Antenne migranti” di Trento) o molto più informali. Dal 2022 e più ancora dal 2023 partecipiamo ad un percorso allargato di lotta contro
i CPR (Centri Permanenti per il Rimpatrio) in Italia sostenendone l’illegittimità giuridica; ci siamo costituiti parte civile nel primo processo per la morte di Moussa Balde nel CPR di Torino a seguito del pestaggio occorso a Ventimiglia,
per cui ancora siamo nel gruppo operativo che sostiene la famiglia; siamo nel gruppo informale di lavoro che si occupa di chi muore in frontiera (51 persone dal 2015 al 2026); siamo parte del Comitato per il Memoriale delle Vittime
della frontiera e del razzismo per la costituzione di un Memoriale alla frontiera di Ponte San Ludovico a Ventimiglia. Ciò che lega esperienze così varie è lo strumento del dialogo con tutti e tutte coloro che abitano il territorio
di Ventimiglia e/o sono legati alla questione migratoria. Il dialogo in senso freiriano per cui rimandiamo alla pagina “Educazione popolare”. Unitamente alla riflessione e all’azione culturale e politica che problematizza la presenza
di frontiere escludenti, “Popoli in Arte” ha svolto e svolge piccole attività di solidarietà che si sono evolute nel tempo e a seconda delle necessità: dalle campagne per la raccolta di prodotti per l’igiene personale alla raccolta
di tende e coperte in certi anni alla cucina e distribuzione di cibo a piccoli consigli per chi, tra i migranti in transito, sceglie di fermarsi in Italia. “Popoli in Arte” dal 2020, dopo la chiusura del Campo Roya, è parte del network
di associazioni e gruppi informali che distribuiscono cibo tutte le sere e nei fine settimana, quando è chiuso il servizio offerto da Caritas Intemelia. Il nostro turno di distribuzione è la seconda domenica del mese a pranzo. Durante
l’estate di solito come Associazione copriamo uno o due extra turni serali. Molto facilmente si può diventare volontari per la cucina e la distribuzione del cibo.